IL POTERE DEL CONTESTO:
QUANDO UN GESTO TROVA IL SUO PALCOSCENICO
Ci sono momenti, soprattutto durante gli anni della scuola o nei contesti rigidi della quotidianità, in cui alcuni nostri comportamenti sembrano semplicemente fuori posto. Chi passa il tempo a far girare continuamente una penna tra le dita, chi non riesce a tenere ferme le gambe sotto la sedia o chi giocherella con una pallina senza un motivo apparente, viene spesso etichettato come distratto, superficiale o irrequieto. Lo sguardo degli altri tende a rintracciare un errore in quella ripetizione, come se ci fosse qualcosa da correggere o da normalizzare per rientrare nei binari della produttività e dell’attenzione comune. Ci sentiamo sbagliati, frammentati, costretti a reprimere un’energia che invece preme per uscire attraverso le nostre mani.
IL PARADOSSO DELLA BACCHETTA:
COME LO SPAZIO TRASFORMA IL MOVIMENTO
Eppure, la differenza tra un gesto che disturba e un gesto che incanta non risiede nel movimento in sé, ma nello spazio che lo accoglie. Se prendiamo quella stessa identica azione, quel muovere compulsivamente un oggetto tra le dita, e la spostiamo su un palcoscenico, sotto la luce di un riflettore, tutto si capovolge. Se quel movimento lo compie un prestigiatore vestito elegantemente, tenendo tra le mani una bacchetta o una moneta, ecco che lo sguardo del pubblico cambia completamente natura. Quella che prima era considerata una distrazione inutile diventa improvvisamente un gesto bello, fluido, ipnotico e denso di magia. Lo stesso accade con un pennello tra le dita di un pittore o con uno strumento musicale. L’oggetto, inserito all’interno di un contesto specifico, riceve un valore nuovo, e l’azione acquisisce un’utilità sociale che prima le veniva negata.
DA TIC A RISORSA:
LA MIA STORIA TRA LE MANI E GLI OGGETTI
Conosco molto bene questa dinamica, perché l’ho vissuta e la vivo sulla mia pelle. Fin da ragazzo, ho sempre avvertito la necessità profonda di scaricare la tensione attraverso il movimento, di dare una valvola di sfogo alla mia neurodivergenza e a quei tic che il mondo esterno faticava a comprendere. C’era un surplus di energia nel mio sistema nervoso che chiedeva semplicemente di essere espresso. Ho iniziato a studiare la magia e la giocoleria proprio per questo: non per esibirmi, all’inizio, ma per trovare un rifugio. Avevo bisogno di un ambito che rendesse normale, e persino legittimo, il fatto di passare ore e ore con degli oggetti tra le dita. Il palcoscenico è diventato il luogo in cui i miei tic potevano trasformarsi da ostacolo a risorsa, trovando una forma, un ritmo e un’eleganza che hanno permesso agli altri di vederne, finalmente, la bellezza.
L’ARTE DI INVENTARE IL PROPRIO AMBITO:
ASCOLTARE LA PROPRIA NATURA
Questo ci insegna che chi sperimenta questo genere di tensioni o di particolarità non è affatto difettoso. Spesso, il problema è semplicemente che il contesto in cui ci troviamo non ci permette di esprimerci per come siamo davvero. Invece di investire le nostre energie nel tentativo di cancellare una nostra caratteristica profonda, la vera svolta evolutiva consiste nel cercare, o addirittura nell’inventare, un ambito in cui quella stessa caratteristica possa essere valorizzata e messa al servizio di qualcosa di più grande. Quando diamo una direzione a un movimento che nasce spontaneo, quel movimento smette di essere un elemento di disturbo e diventa un ponte comunicativo verso gli altri. Diventa una risorsa artistica, una via di consapevolezza che ci permette di stare al mondo senza doverci mutilare.
L’ARMONIA DI TROVARE IL PROPRIO POSTO NEL MONDO
Smettere di combattere contro la propria natura è l’inizio di una meravigliosa fioritura. Ogni nostra apparente stranezza, ogni ritmo insolito che abita il nostro corpo, nasconde un potenziale che aspetta solo di trovare il suo giusto palcoscenico per rivelarsi come armonia. La meraviglia si nasconde proprio lì, nella capacità di trasformare la nostra unicità in uno strumento di scoperta e di bellezza condivisa.
Se anche tu senti il bisogno di esplorare il tuo movimento, di fare pace con le risposte del tuo corpo e di trovare un linguaggio che sappia accogliere e valorizzare la tua natura profonda senza giudizi, ti invitiamo a entrare nel nostro laboratorio. Visita millestorie.com per scoprire i nostri percorsi e le nostre attività, e trova insieme a noi lo spazio ideale in cui trasformare ogni tua espressione in un’autentica, straordinaria meraviglia.
Alexsander De Bastiani





