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LA GEOMETRIA DEL RISVEGLIO:
PIEGARE LA CARTA PER SPIEGARE L’ANIMA

Nel mio ecosistema, Millestorie, ripeto spesso che la meraviglia non è un fine, ma un mezzo. È quel “gancio” emotivo che apre le porte della percezione e ci permette di guardare dentro noi stessi con occhi nuovi. Oggi voglio parlarvi di un’arte antica che incarna perfettamente questa filosofia: l’Origami.
Molti lo considerano un semplice gioco per bambini o un passatempo decorativo. Ma se proviamo a cambiare prospettiva — a guardare attraverso lo “specchio” della consapevolezza — scopriamo che un foglio di carta quadrato è, in realtà, un campo di possibilità infinite. È un viaggio tra presenza scenica e rigore interiore.

L’ARTE DELLA TRASFORMAZIONE: NULLA È FISSO, TUTTO DIVIENE

L’Origami non è un oggetto, è un processo. Proprio come nel mio Metodo Caleydo o nella preparazione di una performance, non si può saltare una tappa. Ogni piega ha un ruolo preciso e indispensabile: è la base su cui poggia quella successiva, in un continuo divenire.
Questa è la prima lezione: il valore del materiale semplice. In Giappone, la parola Origami nasce dall’unione di Oru (piegare) e Kami (carta). Ma c’è un segreto linguistico che amo: Kami, con un ideogramma diverso, significa anche “Spiriti” o “Divinità”. Piegare la carta diventa quindi un atto che lega l’arte alla spiritualità. È la dimostrazione che dai materiali più umili, se guidati da una visione, possono nascere le forme più sacre.

PIEGARE PER “SPIEGARSI”: IL POTERE TERAPEUTICO DELLA PRECISIONE

Quando ci mettiamo all’opera su un modello, accade qualcosa di magico. Se pieghiamo senza fretta, il dialogo interiore — quel rumore costante che ci distrae — inizia a tacere. La frequenza cardiaca rallenta e si raggiunge uno stato di sospensione del pensiero logico.
In questo stato di presenza, tocchiamo con mano due concetti cardine della filosofia Zen:
L’Interdipendenza: Ogni forma scaturisce da una sequenza definita. Una piega è necessaria per l’esecuzione della successiva. Siamo tutti il risultato di una serie di “passaggi” che ci hanno reso ciò che siamo.
L’Impermanenza: La forma cambia continuamente dall’inizio alla fine, ma la sostanza del foglio resta la stessa. Noi evolviamo, cambiamo pelle e ruolo, ma il nostro “quadrato originale” rimane integro.

UN ALLENAMENTO PER IL “MUSCOLO DELLA CURIOSITÀ”

Praticare l’Origami è una vera e propria formazione artistica e umana che aiuta a combattere stress e ansia. Ci insegna a procedere con gradualità, rispettando i nostri tempi e imparando una corretta gestione dell’errore.
Non è un caso che la scienza moderna ne abbia colto il potenziale. Dagli airbag delle auto alle lenti del telescopio Hubble, fino ai moderni stent usati in chirurgia: tutto nasce dalla logica origami di occupare il minimo spazio per poi espandersi. Per noi, “Altronauti” della quotidianità, il valore è ancora più profondo: attiva entrambi gli emisferi cerebrali e stimola la produzione di serotonina, donando una sensazione di pace e realizzazione. In un mondo dominato dalle tecnologie digitali, recuperare la manualità fine è un atto di libertà.

LA GRU E IL DESIDERIO: MILLE STORIE IN UN VOLO

Non posso parlare di origami senza citare la Gru (Tsuru). È il simbolo internazionale di pace e speranza. Un’antica leggenda narra che chi riesce a confezionarne mille vedrà esaudito il suo desiderio più grande.
La storia di Sadako Sasaki, la bambina colpita dalle radiazioni di Hiroshima che piegava gru nella speranza di un mondo senza guerre, ha trasformato questo uccello di carta in un messaggio universale. Ogni gru esprime la necessità di continuare ad avere fede e lottare per i propri obiettivi. È il potere del simbolo: un pezzetto di carta che muove l’emozione collettiva di intere nazioni.

    LA SFIDA DI MILLESTORIE: DIVENTA L’ARTIGIANO DELLA TUA REALTÀ

    L’Origami ci insegna che, come da un foglio quadrato possono nascere forme diverse in base a come lo pieghiamo, allo stesso modo ogni evento della nostra vita può avere diverse chiavi di lettura.
    Dipende dalla prospettiva che scegliamo di adottare. Vi invito a provare: prendete un foglio e iniziate a piegare. Non state solo creando un gioco; state portando l’attenzione sul momento che state vivendo, valorizzando ogni singolo movimento delle mani.
    Perché la bellezza è una ricerca di armonia che nasce dalla consapevolezza del gesto.

    Cercare meraviglia per trovare consapevolezza.

    Alexsander De Bastiani